Sopra le nostre teste, a due millimetri, a un millimetro forse dalle tempie, venivano a vibrare l’uno dietro l’altro quei lunghi fili d’acciaio intriganti che tracciano i proiettili che cercano di ucciderti, nell’aria calda d’estate. Mai mi ero sentito così inutile come in mezzo a tutte quelle pallottole e le luci di quel sole. Una immensa, universale presa in giro.

Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte

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