Diversamente dai film, o anche dalla stampa di massa che era stata rivoluzionata, la radio non modificava in misura profonda le modalità umane di percezione della realtà. La radio non creava nuovi modi di vedere né stabiliva nuove connessioni tra le impressioni sensoriali e le idee. La radio era un puro strumento comunicativo che non alterava il messaggio. Ma la sua capacità di parlare simultaneamente a un numero incalcolabile di individui, ciascuno dei quali si sentiva chiamato in causa personalmente, rese la radio un potentissimo strumento di informazione di massa, nonché di propaganda e di pubblicità, come riconobbero subito i governanti e i venditori.

Eric J. Hobsbawm, Il Secolo breve

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