La verità è che Mussolini era un uomo credulo protetto contro le critiche da un massiccio sbarramento, e che i collaboratori da lui scelti erano gente di second’ordine, la quale sapeva che avrebbe conservato il posto soltanto rafforzando i pregiudizi del capo. Ciano annotò nel suo Diario: “Non bisogna contraddirlo, perché allora è peggio”, aggiungendo che temeva la verità a tal punto, che forse preferiva non conoscerla.   

Denis Mack Smith, Mussolini

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