Il regista in Italia non era il padrone assoluto del set, dunque non poteva concedersi il lusso di inventare e sperimentare nuove soluzioni formali (che poi magari, come avveniva a Hollywood, finivano sul pavimento della sala montaggio), tantomeno di raccogliere suggerimenti, non importa quanto autorevoli.

Al contrario, doveva spesso operare le proprie scelte creative d’intesa con l’interprete, trovare con lei un comune terreno espressivo, o altrimenti scendere a patti.      

Leonardo Gandini, La regia cinematografica

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